Il centro aziendale si colloca a cavallo tra Vallemaio e Sant’Apollinare, su territori che per svariati secoli sono stati oggetto di contese tra i due Comuni. Controversie antichissime le cui prime tracce ufficiali si hanno nel XVI secolo quando la questione dei confini fu oggetto di uno specifico Decreto della “Regia Camera della Sommaria” (15 luglio 1544) che rappresentava per l’epoca il massimo tribunale per le cause civili ed il successivo 7 dicembre a perfezionamento dello stesso fu redatto un “Istrumento” dinnanzi al Notaio Nicandro De Mainardis di Venafro. Nell’ottobre del 1754 in località “Selva delli Cappelli” nei terreni presso la “Cappella di San Sebastiano” venne ucciso a colpi di schioppo un tale Dionisio Fiorito il cui corpo fu portato illegittimamente a Vallefredda (attuale Vallemaio), dovette intervenire il Governatore di San Germano (attuale Cassino) che con proprio Decreto del 29 novembre fece disseppellire e restituire il corpo al castello di Sant’Apollinare. Anche questa volta la “Regia Camera della Sommaria” emise uno specifico Decreto che il 24 maggio 1755 dettagliò la delimitazione dei confini tra i due Comuni. Non è dato sapere se ai tempi della redazione del Catasto Onciario (coeva al Decreto di cui sopra) i territori in oggetto furono attribuiti a San’Apollinare o a Vallefredda, certo è che con l’impianto del Nuovo Catasto, i territori appartenenti a Sant’Apollinare vennero inseriti nei fogli n. 5 e 6 del comune di Vallemaio. La disputa tra i due Comuni però non si arrestò e giunse a conclusione nel 1954 quando una specifica sentenza attribuì definitivamente i fogli 5 e 6 al comune di Sant’Apollinare. Questa sentenza però avrebbe dovuta essere eseguita con la volturazione dei fogli indicati, ma il periodo era quello sbagliato. Di qui passava la “Linea Gustav” roccaforte tedesca per svariati mesi a cavallo tra il 1943 ed il 1944, teatro di una delle più sanguinose e lunghe battaglie della “Campagna d’Italia” che provocò con i suoi bombardamenti la totale distruzione dei centri abitati di tutto il Cassinate compreso quello di Sant’Apollinare. Dopo la guerra la priorità fu la ricostruzione e le poche risorse economiche disponibili furono orientate verso questo obiettivo. Dal 1954 ad oggi ancora non si è provveduto ad eseguire la sentenza, però di fatto i territori sono amministrati dal Comune di Sant’Apollinare. Il risultato è che parte del territorio dell’azienda ricade catastalmente nel comune di Vallemaio ma amministrativamente in quello di Sant’Apollinare.