L’identita’ di un popolo le cui radici affondano in più di sette secoli di storia.
La Terra di Lavoro era una regione assai vasta e ricca, lo smembramento del suo territorio ha contribuito nel tempo, alla nascita delle attuali province di Frosinone, Caserta, Benevento, Avellino, Latina, Isernia e Napoli.
Fu voluta da Ruggero II d’Altavilla (incoronato nel Natale del 1130 Re di Sicilia) che divise il suo territorio continentale in tre province Calabria, Apulia e Terra di Lavoro.
Nel 1221 Federico II di Svevia la trasformò in un distretto amministrativo: il Giustizierato (Justitiaratus Molisii et Terre Laboris) con tale passaggio Terra di Lavoro divenne la denominazione ufficiale di quell’ampia regione che aveva come capoluogo Capua. Il Contado del Molise fu sottratto alla Terra di Lavoro nel 1538 e venne aggregato alla Capitanata (del Contado del Molise però non facevano parte territori rimasti in Terra di Lavoro e coincidente con l’alta Valle del Volturno).
I Giustizierati rimasero in vita fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte (fratello maggiore di Napoleone) riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli e li soppresse costituendo le Province all’interno delle quali vennero istituiti i Distretti, i Circondari ed i Comuni. Il capoluogo fino al 1818 rimase Capua, successivamente divenne Caserta.
La neonata Provincia di Terra di Lavoro cominciò ad essere ridimensionata nel 1806 con la creazione della Provincia di Napoli che rappresentava nell’intenzione del legislatore il territorio di riferimento della Capitale del Regno.
Altri ridimensionamenti si ebbero successivamente all’Unità d’Italia, nel 1861 venne creata la provincia di Avellino che sottrasse alla Terra di Lavoro l’area Baianese, nel 1863 l’area di Venafro entrò a far parte della provincia di Campobasso, nello stesso anno la Valle Telesina e Caudina furono inserite nella neonata provincia di Benevento (Benevento prima dell’Unità era una enclave pontificia assieme a Pontecorvo).
Nel 1927, in seguito al riordino delle Circoscrizioni provinciali, la storica provincia di Terra di Lavoro venne soppressa. Da una parte nacque la provincia di Frosinone e dall’altra vennero ampliate le province di Napoli (con la maggioranza dei comuni della parte rimanente della provincia di Terra di Lavoro) e la provincia di Roma (con i comuni della Terra di Lavoro litoranei collocati a nord della foce del Garigliano). Sembrerebbe che tale soppressione fu voluta personalmente dal Duce come diretta ritorsione alle proteste nate nei Tribunali di Cassino e Caserta a seguito della “Marcia su Roma” del 1922 (28 ottobre). La provincia di Frosinone annetteva nel proprio territorio l’intero Distretto di Sora (di cui faceva parte il Circondario di Cassino), e parte del Circondario di Gaeta (Circondari di Roccaguglielma e Pico). Si recideva così l’antico legame con la Terra di Lavoro.
Da rimarcare è che nel 1927 all’epoca della nascita della provincia di Frosinone la neonata città capoluogo contava circa 13000 abitanti a fronte di Cassino che ne aveva oltre 19000 (risultando la città demograficamente più grande della nuova entità amministrativa).
Nel 1934 i comuni della Terra di Lavoro confluiti nel 1927 nella provincia di Roma crearono assieme ad altri la provincia di Littoria (dal 1946 Latina).
Nel 1945 con la nascita della Repubblica Italiana, la provincia di Caserta venne ricostituita (all’articolo 1 del suo Statuto si richiama espressamente la Terra di Lavoro) riportando nel suo ambito i numerosi comuni che per quasi un ventennio erano stati nella provincia di Napoli. Però il territorio del Cassinate e del Sorano rimasero ancorati alla giurisdizione della provincia di Frosinone che, nel 1970, con l’istituzione delle Regioni a Statuto Ordinario, entrarono a far parte della Regione Lazio (la cui paternità è dell’Assemblea Costituente  (1947)).
Negli ultimi decenni erroneamente tale territorio è considerato parte meridionale della Ciociaria da chi ha poca dimestichezza (per esser magnanimi) con la storia locale e la geografia storica.
L’Associazione, per le motivazioni storiche suindicate, non riconosce nella Ciociaria le proprie origini ma nell’Alta Terra di Lavoro. Tesi avvalorata dall’araldica della provincia di Frosinone nel cui Stemma all’interno dello scudo di tipo sannitico si inseriscono su fondo azzurro due figure: il Leone rampante ed alla base una coppia di Cornucopie intrecciate simboleggianti rispettivamente la città di Frosinone e la Terra di Lavoro. Già nel 1927 quindi si era consapevoli che la provincia di Frosinone altro non era che la pura e semplice unione amministrativa del territorio dell’Alta Terra di Lavoro e della parte meridionale della Campagna Romana (la Ciociaria).
Dei 91 comuni dell’attuale provincia di Frosinone ben 51 hanno le proprie origini nella Terra di Lavoro (caso a parte è Pontecorvo che era in epoca pre-unitaria una enclave pontificia).