L’ Asino di Castel Morrone trae il suo nome dall’omonimo paese confinante con la città di Caserta. È una razza asinina a rischio d’estinzione. È nell’antica e gloriosa “Terra di Lavoro” (attuali province di Caserta e parte meridionale della provincia di Frosinone e Latina) che si rinviene l’areale d’allevamento di questo simpatico ed intelligente animale. In passato esistevano numerosi esemplari, negli ultimi cinquanta anni il numero di capi si è progressivamente ridotto, per diverse ragioni tra le quali le più importanti sono state:
– La II Guerra Mondiale: L’area nella quale era maggiormente presente l’asino di Castel Morrone fu protagonista di un lungo periodo di fronte (la Linea Gustav). Ciò lasciò sul terreno molte vittime tra la popolazione civile e le truppe che combattevano, rimasero anche un gran numero e varietà di ordigni inesplosi (campi minati, bombe d’artiglieria e d’aereo). Furono eseguiti sminamenti e bonifiche ma nonostante questo molte aree, le più disagiate e impervie (proprio sulle quali viveva il Castel Morrone) rimasero con tale pericolo. Molte furono le vittime accidentali sia umane che animali tra cui proprio l’Asino di Castel Morrone, in alcuni casi l’asino veniva immolato per far esplodere gli ordigni scoperti nei terreni;
– il progressivo disimpegno della forza animale nell’attività agricola, ciò ha reso gli asini non più funzionali e quindi “inutili” nella vita aziendale.
L’asino di Castel Morrone si caratterizza per il grande sviluppo delle orecchie, la testa piuttosto grande e gli zoccoli alti, il mantello grigio-morello e focature intorno alle orbite.